Roverbella

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ROVERBELLA

Roverbella si affaccia sulle tranquille acque della Molinella che sorniona attraversa il suo territorio abbeverandolo, in gran parte, con la ragnatela dei fossi che ne derivano.
E sulla Molinella, hanno a lungo girato le pale dei mulini e delle pile, due delle quali, a Castiglione e a Canedole, le stanno ancora a cavalcioni.
 Fatta scavare dai Gonzaga poco dopo il 1473 (A.S.VR Antichi archivi del comune b. n° 238) per motivi d'irrigazione e, soprattutto, di forza motrice, di sicuro è stata testimone del fiorire, nel XVIII° sec. di quegli edifici signorili, comunemente chiamati ville, di cui la strada principale del capoluogo è ancora fiancheggiata e per i quali Roverbella era chiamata "la piccola Ducale".
Si tratta di Villa Custoza recintata da una monumentale cancellatta e adombrata da piante secolari; di Villa Gobio, che s'affacia in piazza Italia, ricca un tempo di stucchi, di scaloni e di affreschi. Nella villa pernottò Napoleone Bonaparte nel 1796, dopo la battaglia di Borghetto. Ed ancora, percorrendo via Custoza, la principale, si trovano Villa Benati, quella del famoso incontro tra Garibaldi e Carlo Alberto, un tempo con vasto salone colonnato a piano terra, Villa Chauvenet appartata ed elegante in mezzo al verde e Villa Tonazzi alla quale facevano da scena introduttiva alberi secolari. 
Di fronte al bel palazzo municipale del XVIII sec., si trova l'attuale chiesa di Roverbella, dallo stile post-barocco, iniziata nel 1758 e dotata di significative tele. Se si percorre verso Est la statale 249 "Gardesana Orientale", prima della stazione ferroviaria, aperta agli spazi liberi dei campi, occhieggia, tra folta vegetazione, l'ottocentesca Villa Foresti, in corte Strale.

 

CASTELLETTO

Nella località è presente l’Oratorio di San Giovanni Battista, nella Corte di Castelletto Cavalli, che viene citato per la prima volta all’interno di documenti storici risalenti al 1647. Si presume che la Parrocchia di Roverbella fosse fino ad allora priva di chiese campestri o di piccoli oratori aperti.
Il Visitatore Pastorale che vi si recò nel 1647 lo trovò “con un solo altare custodito da un eremita”. L’Oratorio ricadeva nel “diritto” del Conte Biondi che lo reclamava per sé, in contrasto con il Vescovo il quale lo riteneva “di diritto” della Parrocchia di Roverbella.
Nel 1714 l’Oratorio diviene “di diritto” del Conte Michele Biondi che lo ottiene a fronte dell’impegno di dotarlo di una biolca di terra, come si può leggere nel documento stipulato in data 18 agosto 1713. Dalla medesima documentazione si evince che in quel periodo l’oratorio era custodito dall’eremita Paolo Panetia Veronese.
 
A Castelletto è presente l’Associazione “Gli amici de San Gioan” che si dedica alla tradizionale festa, le cui prime notizie risalgono all’anno 1776, anno in cui viene citata la “festa e sagra del Borgo di Castelletto” che si svolge nel giorno di San Giovanni Battista, il Santo a cui è intitolato l’oratorio


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