Cavriana

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Cavriana

Cavriana, borgo fortificato sulla sommità di una collina, è un paese ricco di testimonianze. Una piccola porta segna l’accesso al centro storico: a dare il benvenuto, Piazza Castello con i suoi palazzi cinquecenteschi e la caratteristica via Porta Antica.

Qui, l’uomo ha fatto la sua comparsa nel lontano Neolitico. Lo testimoniano i ritrovamenti di villaggi palafitticoli in località Bande. Dopo la presenza di popolazioni galliche, il territorio viene occupato dai romani. Dal 2011, il sito cavrianese è iscritto nella lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco, così come il sito di Castellaro Lagusello, nel vicino Comune di Monzambano.

Il nome del paese, probabilmente legato ad un’economia basata sulla pastorizia, appare nel 1045 in un diploma dell’imperatore Enrico III: la Corte di Cavriana rientra nei possedimenti della Curia di Mantova, per poi passare sotto la dominazione dei Canossa.
 

Villa Mirra

La storia di Villa Mirra inizia nel XVIII secolo: sui resti della Rocca - l’antico palazzo dei Gonzaga demolito nel 1771– viene edificata la dimora, crocevia del cammino Risorgimentale Italiano. Del periodo gonzaghesco rimangono tracce qua e là, come ci ricorda il nucleo cinquecentesco della Villa, oggi sede del Museo Archeologico dell’Alto Mantovano.
È il 1475 quando Odorico d’Arco sposa Cecilia Gonzaga, figlia di Carlo, ed è il 1479 quando entra in possesso della villa e della signoria di Cavriana. Nel 1754 la dimora e tutti i possedimenti del conte Emanuele d’Arco vengono venduti a Mattia Zanelli e Gianmaria Amadei, finché la famiglia di quest’ultimo rimane l’unica proprietaria. Nel 1857 la proprietà del complesso edilizio passa da Luigi Amadei alla famiglia Pastore di Castiglione delle Stiviere e, da Angelo Pastore, alla figlia Mirra, dalla quale la villa prende il nome. Mirra Pastore sposa - nel 1883 - Italo Silprandi, il cui patrimonio si arricchisce della lussuosa dimora.
Così sarà fino al 1974, quando il grave dissesto finanziario della famiglia Siliprandi porta alla messa all’asta da parte del Tribunale di Mantova: acquistata dall’Eca (Ente comunale di assistenza) di Cavriana, Villa Mirra nel 1978 diventa per legge proprietà del Comune.

Villa Mirra ha ospitato nei suoi saloni e nelle sue stanze personaggi centrali nella storia del Risorgimento. Durante la Battaglia di Castiglione del 5 agosto 1796, combattuta tra Napoleone Bonaparte e gli Austriaci, qui si insedia il quartiere generale austriaco. Ma non solo. Nel 1859, durante i giorni frenetici della Battaglia di Solferino e San Martino, Villa Mirra apre le porte all’imperatore austriaco Francesco Giuseppe e, al termine dei combattimenti, all’imperatore dei Francesi Napoleone III. Quest’ultimo, proprio da Cavriana, spedirà alla moglie il famoso dispaccio “Grande battaglia, grande vittoria”, che porterà i francesi a celebrare la “Victoire de Cavriana”. E ancora, figure come Henry Dunant, il fondatore della Croce Rossa Internazionale; il re Vittorio Emanuele III (1918); il presidente della Repubblica Francese Charles de Gaulle e il presidente della Repubblica Italiana Giovanni Gronchi, in occasione del primo centenario della Battaglia di Solferino e San Martino, nel giugno1859.

Oggi è una cornice raffinata per matrimoni, convegni, meeting e servizi fotografici, Villa Mirra e la Rocca sono meta ambita anche per chi desidera viaggiare sulle tracce della famiglia Gonzaga e del Risorgimento Italiano. Il complesso storico è circondato da un vasto parco, ornato da alberi secolari, piante orientali e fiori variopinti; tutto intorno, i dolci pendii delle Colline Moreniche e le azzurre acque del Lago di Garda.

Il castello

Una raffinata corte principesca, frequentata da Ludovico Gonzaga e Isabella d’Este. Adornata e impreziosita da artisti quali Giovanni da Padova, Leon Battista Alberti, Samuele da Tradate, Andrea Mantegna e i suoi alunni, questi ultimi impegnati anche nell’abbellimento delle abitazioni circostanti. Appariva così il Castello di Cavriana nel XV secolo, di cui oggi rimangono solo l’imponente Rocca e alcuni resti dei bastioni.
La sua origine, però, è più antica. Se le prime notizie del paese di Cavriana risalgono al 1045, la realizzazione del Castello è da collocare all’epoca della dominazione dei Canossa, seguiti poi dalle famiglie Riva e Bonacolsi. All’inizio del XIV secolo, i Gonzaga si affacciano sul territorio cavrianese: Luigi riceve dall’imperatore Ludovico il Bavaro il feudo di Cavriana, il cui Castello diviene parte di un più ampio sistema difensivo.
Sotto il dominio dei Gonzaga, il Castello rifiorisce. Francesco, rifugiatosi a Cavriana nel 1383 per sfuggire alla peste, costruisce una prima residenza signorile, ma sarà Ludovico a trasformare l’edificio in un elegante palazzo, una delle grandi realizzazioni del Rinascimento mantovano.
Sono anni di splendore per il paese collinare. Isabella d’Este frequenta il Castello per sfuggire alla calura estiva della pianura. Si circonda di dame e artisti, ama il paesaggio circostante e apprezza la vicinanza del Lago di Garda. Grazie a lei, Cavriana vive un periodo di grande splendore, diventando sede secondaria della Signoria. Tra le stanze del Castello, nel XVII secolo, trascorrono i loro ultimi giorni il principe Carlo di Gonzaga Nevers, ma anche Eleonora De’ Medici.
Dopo l’assalto subito durante la Guerra di Successione di Mantova, nella seconda metà del XVII secolo la fortezza di Cavriana perde la sua funzione difensiva all’interno del panorama gonzaghesco. È il primo segno di un destino che sfocerà, nel 1771, nella demolizione definitiva del Castello per volontà degli austriaci, subentrati ai Gonzaga. Oggi, la torre campanaria domina l’intero centro di Cavriana ed è divenuta il simbolo di quella che in passato era la rocca difensiva.

La Pieve


Nei secoli XI e XII viene edificata la chiesa di Santa Maria della Pieve, dedicata alla Madonna Immacolata. L’edificio, di impostazione romanica, ha svolto funzioni di chiesa parrocchiale fino alla metà del XV secolo. È stato modificato in epoca barocca e negli anni Cinquanta del XX secolo si è cercato di riportare il manufatto alle originarie soluzioni stilistiche. Collocata su di un colle, la Pieve di Santa Maria ospita al suo interno la statua della Madonna della Misericordia: di età gotica, è scolpita in unico blocco di marmo saccaroide.
 

Fiera di San Biagio


Una tradizione che si rinnova ogni anno i primi di febbraio nel sapore unico della torta di San Biagio, il dolce tipico di questa festa patronale , la cui ricetta si è tramandata di generazione in generazione per oltre 4 secoli.

Da qualche anno l’Antica Fiera di San Biagio accoglie anche DULCISSIMA, una manifestazione dedicata ai dolci artigianali della tradizione. Perchè il cibo è soprattutto emozione e ricordo dei luoghi d’origine.
Non solo dolci però in questo percorso che si snoda all’interno della settecentesca Villa Mirra, ma anche primi e secondi piatti, formaggi, vini e distillati, alla scoperta di abitudini millenarie ancora vive.
Ad accompagnare le degustazione, anche molti momenti dedicati a convegni sui temi della qualità e della promozione turistica.
Spazio ovviamente anche per le famiglie e i più piccoli nel ricco programma proposto ogni anno.
Il patrono San Biagio viene celebrato con una manifestazione che mette insieme storia, tradizione e voglia di stare insieme. Sul sito del comune ci sono già i moduli per partecipare alla ricorrenza prevista per il 30 e il 31 gennaio. La formula è stata confermata, ma ci sono alcune novità. Le conferme sono le bancarelle dei prodotti enogastronomici nella parte alta di Villa Mirra,  prodotti tipici di varia natura e uno spazio dedicato e riservato alle De.Co. dell’Alto Mantovano, con possibilità di degustazioni. In piazza, la domenica, è previsto il tradizionale taglio della grande torta di San Biagio che verrà distribuita gratuitamente a tutte le persone presenti.



www.comune.cavriana.mn.it